Dopo la chiusura che ci ha costretto a casa lontani dai nostri affetti e dalle nostre passioni si intravede una lenta ripartenza con una graduale possibilità di fruire anche delle nostre bellezze sia ambientali che culturali. Purtroppo, come afferma Maria Carla Mignucci di SAIFO, ci scontriamo sempre con un antico problema: i siti di Fiumicino, parte del parco Archeologico di Ostia antica, continuano ad essere fruibili solo a singhiozzo. I porti Imperiali di Claudio e Traiano e la Necropoli di Porto, parte fondamentale insieme ad Ostia Antica dell’antico sistema portuale e logistico dell’antica Roma, sono aperti saltuariamente.

Il lavoro svolto e i progetti attualmente in corso di SAIFO hanno uno scopo finale: puntare sul turismo lento che riesce a godere dei nostri territori e di tutte le opportunità così da creare posti di lavoro e reddito. Questa idea del turismo lento, però, s’indebolisce molto se le bellezze non sono visitabili o fruibili in parte. In questo modo qualsiasi iniziativa, anche la più importante e fantasiosa, si blocca davanti a dei cancelli aperti solo in alcuni giorni.

Le cause di tutto questo, continua Sandra Felici, non la individuiamo in una volontà che tende a privilegiare un sito piuttosto che un altro, anzi la nuova e giovane dirigenza del Parco Archeologico di Ostia Antica ha mostrato più di una volta la volontà di valorizzare e promuovere il Parco nella sua interezza, perché proprio questa unitarietà ne fa uno delle aree archeologiche più importanti al mondo. I problemi sono quelli di sempre: scarsezza di risorse e ancor di più di personale. Personale appena sufficiente a garantire l’apertura di Ostia Antica.

Non sappiamo, continua Sandra Felici, se il nuovo PNRR abbia al suo interno provvedimenti che intervengano sulla semplificazione delle procedure amministrative che potrebbero aiutare ad esternalizzare alcuni servizi soprattutto per rendere sempre più fruibile ciò che ora lo è solo in parte. Siamo però certi che le risorse economiche da riversare sui siti archeologici di questo pezzo di litorale laziale ci sono, eccome. Risorse sacrosante da investire in uno dei territori più in difficoltà del Lazio: la crisi aeroportuale con le migliaia di esuberi e licenziamenti stanno lì a dimostrarlo. La valorizzazione e promozione delle bellezze culturali, il turismo non possono essere i settori su cui puntare per creare posti di lavoro e ricollocare chi è ora in difficoltà? Noi del Comitato SAIFO è su questo che vogliamo continuare a lavorare con i tanti progetti che abbiamo in cantiere ed è in questo settore che speriamo lo Stato dia un aiuto alla nostra collettività.

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